martedì 21 gennaio 2014

Che tu sia per me il niente. (parte II)

(parte II, adattata alla canzone)

Che tu sia per me il niente,
Come non sei stata mai,
Che tu sia nella mia mente assente,
Come il sisma dei miei guai,

Con nome di donna chiamerò
i miei pianti come uragani dentro me,
e li userò per generar la marea che il tempo ci strappò,
per generare le onde che il mare ci ingoiò.

domenica 3 novembre 2013

L'ecatombe di noi.


chiamerò i miei pianti con nomi di donna
perché sono come uragani dentro di me.

e le tue reliquie saranno sempre li, dove potrò vederle
per ricordarmi quando i nostri abbracci erano infiniti
come i miei raffreddori e come i tuoi viaggi
come l'isola che non c'è e i dischi di merda
come le sfortune virali e come il mio albero preferito.
che ora non c'è più,
come noi.

restano solo uragani, e case troppo deboli per resisterli.
ma io ora vivo nel mio albero,
lui è forte, ti puoi fidare.
e quando lo vedrai lo riconoscerai
infondo l'hai creato tu.

entra
la minestra è ancora calda.

Il mio precipizio.

quando non ho voglia di vivere mi giro dalla parte opposta usando il cuscino e le mie lacrime come perno.

aspettate, vi spiego, non è come sembra,
fa parte dello spettacolo grottesco e strabiliante che ho voluto creare.
l'ho creato io.
è il mio nido.
la mia barca.
il mio precipizio.
ed è solo mio, e salverò ognuno di voi pazzi che vorrà seguirmi.
no.
io sono riuscito ad esaltare me stesso oltre il mio stesso egocentrismo.
vi devo fare schifo!
ho creato la controfigura di me stesso, l'ho abitata, e l'ho scelta come dimora.
il mio vicino di casa è il continuo recesso oscuro del mio significante,
farò in modo di diventare suo grande amico,
alimentandolo perennemente in vita e in oniricità.
socchiuderò gli occhi, guarderò il mondo attraverso le prigioni delle mie ciglia e vedrò voi,
schifosamente verticali.
vi osserverò e vi vincerò.

o forse mi girerò per l'ennesima volta dalla parte opposta,
stanco e vittima del decadimento che alimenta l'empirismo del mio giudizio.

il mio precipizio è freddo
il mio precipizio è il mio
tu salvati.

Non c'era un mare amore.

ti amerò per sempre.
e i nostri per sempre durano abbastanza
ma quando dovevo portarti al mare amore
non c'era un mare amore
non c'era un mare
lo avevo asciugato io
ed ora io navigo in un mare troppo grande
e la marea non si fa chiamare per nome
le persone non esistono
esistono solo le correnti gelide
esistono le urla dei marinai dispersi
e quelle del vento che ci buca i vestiti
lo sentiamo trafiggerci i nostri maglioni grunge
e limarci i fianchi, un po come i nostri errori

dovevamo andare al mare amore
ma non c'era un mare amore
non c'era

giovedì 17 ottobre 2013

Che tu sia per me il niente.

mi perderò ancora e sbatterò contro la dimensione del disincanto
e sarà bellissimo come lo sarà la strada di ritorno
e mi perderò ancora perché il mio orientamento è il disincanto
e sarà bellissimo se non ci sarà una strada di ritorno

perdersi era come fuggire, ed io ero un perdente
non conoscere mete, non ricordarsi i sentieri
vivere era come fuggire, ed io ero un perdente
ma un corvo con tre occhi non vede solo vicoli neri

un occhio per il dolore passato, quello più spietato
un occhio per la sensibilità, che ti sfonda le costole
un occhio per l'arte, che ti consuma come una dama

e poi...

mi perderò ancora e sbatterò contro la dimensione del disincanto
e sarà bellissimo perché non ci sarà una strada di ritorno
e sarà bellissimo.
ora ti prego non smettere di ripetermelo,
che sarà bellissimo.





In vertebra.

e quando la sensibilità mi ucciderà, imparerai ad amare insetti migliori di me.

e tu ti arrabbiavi e mi dicevi di smetterla di paragonarmi ad un insetto.
ma ero sempre più nero, come il mare al buio, come il sole al buio,
come l'impero delle luci, come cronenberg e come l'impero delle tenebre.

tu non sei l'oceano della mia rivoluzione,
lo sei stata quando c'era un oceano tra noi,
e ora l'oceano siamo noi
e io preferisco il caos, il rischio, l'umiliazione.
tu non sei l'oceano della mia rivoluzione.

e quando mi abbraccerai mi distruggerai le costole e mi distruggerai le vertebre,
e sarà bellissimo, ed ecco che torneró invertebrato tra le tue braccia, ed ecco che ti diró:

quando la sensibilità mi ucciderà, imparerai ad amare insetti migliori di me.