domenica 3 novembre 2013

L'ecatombe di noi.


chiamerò i miei pianti con nomi di donna
perché sono come uragani dentro di me.

e le tue reliquie saranno sempre li, dove potrò vederle
per ricordarmi quando i nostri abbracci erano infiniti
come i miei raffreddori e come i tuoi viaggi
come l'isola che non c'è e i dischi di merda
come le sfortune virali e come il mio albero preferito.
che ora non c'è più,
come noi.

restano solo uragani, e case troppo deboli per resisterli.
ma io ora vivo nel mio albero,
lui è forte, ti puoi fidare.
e quando lo vedrai lo riconoscerai
infondo l'hai creato tu.

entra
la minestra è ancora calda.

Il mio precipizio.

quando non ho voglia di vivere mi giro dalla parte opposta usando il cuscino e le mie lacrime come perno.

aspettate, vi spiego, non è come sembra,
fa parte dello spettacolo grottesco e strabiliante che ho voluto creare.
l'ho creato io.
è il mio nido.
la mia barca.
il mio precipizio.
ed è solo mio, e salverò ognuno di voi pazzi che vorrà seguirmi.
no.
io sono riuscito ad esaltare me stesso oltre il mio stesso egocentrismo.
vi devo fare schifo!
ho creato la controfigura di me stesso, l'ho abitata, e l'ho scelta come dimora.
il mio vicino di casa è il continuo recesso oscuro del mio significante,
farò in modo di diventare suo grande amico,
alimentandolo perennemente in vita e in oniricità.
socchiuderò gli occhi, guarderò il mondo attraverso le prigioni delle mie ciglia e vedrò voi,
schifosamente verticali.
vi osserverò e vi vincerò.

o forse mi girerò per l'ennesima volta dalla parte opposta,
stanco e vittima del decadimento che alimenta l'empirismo del mio giudizio.

il mio precipizio è freddo
il mio precipizio è il mio
tu salvati.

Non c'era un mare amore.

ti amerò per sempre.
e i nostri per sempre durano abbastanza
ma quando dovevo portarti al mare amore
non c'era un mare amore
non c'era un mare
lo avevo asciugato io
ed ora io navigo in un mare troppo grande
e la marea non si fa chiamare per nome
le persone non esistono
esistono solo le correnti gelide
esistono le urla dei marinai dispersi
e quelle del vento che ci buca i vestiti
lo sentiamo trafiggerci i nostri maglioni grunge
e limarci i fianchi, un po come i nostri errori

dovevamo andare al mare amore
ma non c'era un mare amore
non c'era