martedì 15 ottobre 2013

1997

il disagio dei vent'anni.
quello nascosto dietro un volto armato di fumi e occhiaie, di trenta e lode e vini in cartone.
Innamorati dei peggiori luoghi, della dark wave, e dei '90 e di ogni cosa strappata, tranne la mia infanzia strappata troppo presto.
non nevicava su venezia, ma è comunque un'ottima fusione di parole per iniziare la mia tragedia.
avevano freddo i nostri occhi, e avevano freddo i nostri mari che esondavano dai nostri occhi. e io che volevo navigarli i nostri mari, e io che volevo annegarci nei nostri mari, che poi ci sono annegato e non era poi cosi freddo, e che poi fuori faceva cosi freddo che ti ci abituavi, ti ci abituavi ad annegarci, in quei mari che ormai erano solo miei, mitigati dalla mia temperatura come le correnti americane transoceaniche, come te quando ti fondevi a me.
e i tuoi amici che spariscono con le prime gambe aperte e i tuoi esami che non spariscono.
e poi sparisce la luce, quella che illumina il tuo letto da sempre.
il problema è che nel 1997 si inizia a vivere, o si finisce.
si torna dal mare, quello di merda d'estate.
e poi si parte per il mare, quello di merda d'inverno.
e ci si rimane.
e dobbiamo scapparci, dobbiamo scoparci.
ma i fari non funzionano più e gli scogli spezzano le onde delle nostre conversazioni.
ed ora mio fratello è nel suo 1997 quindici anni dopo.
e nello specchio non mi vedo, e lo specchio è ancora padrone del Mare.
e forse eravamo davvero innamorati dei '90.
ma fino al 97.
e non ho ricordi prima del 94.

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