sabato 5 ottobre 2013

I dolori di Coturnix.

2009.

Mi svegliai nell'istante in cui sbattei la porta di casa, e mi accorsi di aver scordato le chiavi, qualche lacrima e Londra nel cuscino. Era una Londra bagnata, ed io sembravo essere l'unico che l'avrebbe capita.
Ma "boys don't cry" mi ripeteva il mio gruppo preferito, e allora sorrisi e ripresi a marciare per le vie di questa realtà che ancora ci convince a cambiare. In realtà scappavo, era l'unico modo per sentirmi qualcuno. Volevo guarirmi dalla città, dalle persone, dall'orgoglio dell'arte che sempre più mi condannava, una condanna che io stesso avevo accolto. 
Ma in questa notte liquida mi ripetevo, osservando il fiume sopra di me:
-Se tutti avessero il coraggio di piangere e di alzare gli occhi oltre il loro Io, di osservare il cielo, le stelle o le controfigure nuvolose, la pioggia, gli errori, i giudizi, le corse, le morti, i sorrisi... Tutto sarebbe diverso, tutto sarebbe vero. Quindi piangete coraggiosi. Piangete. E disinfettatevi le guance.-

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